Progetto “sociale al Quadrato”: un modello innovativo di inclusione lavorativa e valore sociale
Durante il convegno “Il lavoro viaggia con noi”, tenutosi a Varese l’11 maggio 2026, è stato presentato il progetto “Sociale al quadrato”, una sperimentazione nata nella Provincia di Varese che rappresenta oggi una delle esperienze più innovative nel campo dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.
Il progetto si basa sulle convenzioni previste dall’art. 14 del D.Lgs. 276/2003, costituendo uno strumento che consente alle aziende di adempiere agli obblighi di assunzione previsti dalla Legge 68/1999 e, allo stesso tempo, di favorire l’inserimento lavorativo delle persone con “necessità di sostegno intensivo”, cioè quelle appartenenti alle fasce di maggiore fragilità occupazionale. Questo tramite l’affidamento di commesse di lavoro a cooperative sociali di tipo B.
La vera innovazione del progetto “Sociale al Quadrato” consiste nell’utilizzare queste commesse non solo per attività aziendali tradizionali, ma anche per realizzare servizi di interesse collettivo e iniziative a forte impatto sociale. In questo modo si crea una vera e propria “win-win situation”: la Pubblica Amministrazione riesce a garantire servizi utili alla comunità senza aggravio di spesa, le aziende rafforzano il proprio impegno ESG e la propria reputazione, mentre le cooperative sociali offrono opportunità di lavoro dignitose e qualificate alle persone con disabilità.
Il modello prevede la collaborazione di quattro attori fondamentali:
- il Collocamento Mirato, che coordina e supervisiona il processo;
- le aziende, sempre più orientate verso politiche di sostenibilità sociale;
- la rete delle cooperative sociali;
- le Pubbliche Amministrazioni, che possono attivare contratti di sponsorizzazione tecnica per realizzare servizi pubblici.
La prima applicazione concreta del progetto risale al 2019, con la manutenzione delle piste ciclopedonali del lago di Varese e del lago di Comabbio. In quell’occasione, l’azienda MedicAir Group finanziò l’intervento, mentre la cooperativa Naturcoop si occupò della manutenzione e della valorizzazione ambientale dell’area, realizzando anche iniziative di riciclo e recupero del legno.
Negli anni successivi il modello si è diffuso in diversi territori lombardi e anche fuori regione, trovando applicazione in nuovi ambiti come la digitalizzazione di archivi e biblioteche, la cura di parchi pubblici e la manutenzione di spazi urbani. Un esempio recente è il piano regionale toscano “Futuro inclusivo”, presentato nel 2026, che si ispira direttamente all’esperienza varesina e punta a replicarne il modello su scala regionale.