Rientro dei cervelli 2022: requisiti

 

La Legge di Bilancio 2022 ha confermato le agevolazioni fiscali sul rientro dei cervelli, cosiddetti lavoratori impatriati nonché docenti e ricercatori, in Italia.

Il Decreto Crescita 2019 aveva esteso la normativa oltre i limiti precedentemente previsti, allungando il periodo di fruizione del beneficio fiscale e riducendo fino al 10% la base imponibile.

La Legge di Bilancio 2021 aveva previsto l’estensione temporale dell’agevolazione per i lavoratori impatriati in Italia, introdotta dal Decreto Crescita 2019, in via generale, anche ai lavoratori impatriati che avevano trasferito la propria residenza fiscale in Italia prima dell’anno 2020, proroga che con la Legge di Bilancio 2022 è stata estesa anche a docenti e ricercatori rientrati in Italia prima dell’anno 2020. 

Sull’applicazione delle agevolazioni fiscali si è più volte espressa l’Agenzia delle Entrate, l’ultima Circolare n. 33/E del 2020.

LAVORATORI IMPATRIATI

I requisiti per poter accedere all’agevolazione, per i lavoratori impatriati, da parte del contribuente che abbia avuto un’esperienza lavorativa all’estero sono:

  • non essere risultato residente in Italia per i 2 periodi d’imposta precedente al rientro in Italia;

  • l’impegno a rimanere residente in Italia per almeno 2 periodi d’imposta;

  • svolgere la futura attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano.

L’attività lavorativa, svolta dal contribuente una volta rientrato in Italia e coperta dall’agevolazione per il rientro dei cervelli può essere quella di lavoro dipendente, quella assimilata al lavoro dipendente, di lavoro autonomo, nonché attività d’impresa avviata dal periodo successivo al 31 dicembre 2019.

La durata del beneficio fiscale per il “rientro dei cervelli” è di 5 anni, per il quale opera un abbattimento dell’imponibile del 70%, cosicché le imposte restano dovute sul 30% dei redditi percepiti.

In alcuni casi il beneficio fiscale viene esteso per ulteriori 5 anni:

  • il lavoratore rientrato diventi proprietario di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia (la quale può essere acquistata direttamente dal lavoratore oppure dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà);

  • per il lavoratore che abbia almeno un figlio minorenne o a carico, anche in affido preadottivo.

In questi casi, negli ulteriori cinque periodi di imposta i redditi prodotti concorrono alla formazione del reddito imponibile limitatamente al 50 % del loro ammontare.

Per i lavoratori che abbiano almeno tre figli minorenni o a carico, anche in affido preadottivo, i redditi agevolati prodotti, negli ulteriori cinque periodi di imposta, concorrono alla formazione del reddito imponibile solo per il 10%, cosicché risultano detassati del 90%.

I lavoratori che trasferiscono la residenza fiscale nelle Regioni del Centro-Sud d’Italia (quali Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia) la tassazione risulterà del 10%.

RIENTRO DOCENTI E RICERCATORI

L’art. 5 del Decreto Crescita 2019, relativo al “rientro dei cervelli”, ha previsto un ampliamento anche delle agevolazioni per il rientro dei docenti e dei ricercatori in Italia, di cui all’art. 44 del D.L. n. 78/2010, possono accedere all’agevolazione fiscale i contribuenti che:

  • sono in possesso di un titolo di studio universitario o equiparato;

  • siano stati non occasionalmente residenti all’estero;

  • abbiano svolto documentata attività di ricerca o docenza all’estero presso centri di ricerca pubblici o privati o università per almeno 2 anni continuativi;

  • svolgano l’attività di docenza e ricerca in Italia;

  • acquisiscano conseguentemente la residenza fiscale nel territorio dello Stato italiano.

L’agevolazione fiscale per i docenti e i ricercatori rientrati in Italia riguarda i redditi di lavoro dipendente o autonomo da questi prodotti in Italia al loro rientro.

Il beneficio fiscale per docenti e ricercatori comporta un abbattimento della tassazione del 90%, le imposte rimangono dovute solo sulla residua parte del 10% dei redditi percepiti.

La durata ordinaria dell’agevolazione per i docenti e i ricercatori rimpatriati è di 6 anni, a condizione che il contribuente rimanga residente in Italia.

L’agevolazione sale a 8 anni quando:

i docenti o ricercatori abbiano un figlio minorenne o a carico, anche in affido preadottivo.

i docenti e i ricercatori diventino proprietari di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia della residenza (ai sensi dell’articolo 2 del D.P.R. n. 917/1986) o nei dodici mesi precedenti al trasferimento, a condizione che rimanga residente in Italia. L’unità immobiliare può essere acquistata direttamente dal docente e ricercatore oppure dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà.

L’agevolazione sale a 13 anni:

per i docenti e ricercatori che abbiano almeno due figli minorenni a carico, anche in affido preadottivo, successivamente al trasferimento della residenza in Italia (ai sensi dell’articolo 2 del D.P.R. n. 917/1986), a condizione permanga la residenza fiscale in Italia.