• Home
  • Notizie
  • Il trattamento di fine mandato (TFM): facciamo chiarezza sul tema!

Il trattamento di fine mandato (TFM): facciamo chiarezza sul tema!

Il trattamento di fine mandato o TFM, erogato agli amministratori al termine dell’incarico, è un compenso aggiuntivo a quello ordinario che deve essere previsto dallo Statuto e l’importo, stabilito dall’assemblea dei soci, deliberato e avere una data certa.

Il TFM non è disciplinato da una norma specifica ma da un combinato disposto dagli articoli 2120 e il 2364 del Codice Civile in base ai quali la società può stabilire un compenso aggiuntivo e differito per i propri amministratori.

Sebbene la legge non preveda specifici limiti minimi o massimi per la quantificazione dell’importo, è sempre consigliabile che l’accantonamento a titolo di TFM non superi il 20% o al massimo il 30% del compenso annuo dell’amministratore.

Tuttavia, mentre per il TFR ci sono delle regole ben precise di calcolo, per il TFM non è possibile individuare tali regole. La sua quantificazione, infatti, è lasciata alla libera contrattazione delle parti ma è bene che l’ammontare di tale indennità sia determinato tenendo conto di un criterio di ragionevolezza e quindi valutando ad esempio le dimensioni aziendali, la struttura, il volume d’affari nonché la complessità dell’amministrazione societaria.

Il TFM rappresenta una voce di costo per la società, può essere dedotto integralmente al pari del TFR dei dipendenti e deve essere annualmente accantonato in un apposito fondo.

L’azienda può anche decidere di accantonare il TFM in una polizza assicurativa. In questo caso ci possono essere due opportunità, quali:

  • contraente e beneficiario sono la società;
  • il contraente è la società e il beneficiario l’amministratore. Questo comporta una differenza di rilevazione di scritture contabili ed un esborso finanziario da parte dell’azienda che accantona la cifra fisicamente, garantendo il pagamento all’amministrazione.

Quando il diritto al TFM risulta da atto avente data certa precedente all’inizio del rapporto si verificano due conseguenze importanti:

  • l’amministratore ha la possibilità di usufruire del regime agevolato di tassazione separata di tale reddito;
  • per la società la deduzione avviene con il criterio della competenza all’atto di ciascun accantonamento. 

Mezzi idonei a determinare la certezza della data dell’atto di nomina sono:

  • estratto notarile del libro delle delibere assembleari,
  • notifica all’amministratore della delibera di nomina, invio all’amministratore della copia della delibera a mezzo raccomandata in plico senza busta,
  • registrazione della delibera presso l’Agenzia delle Entrate.  

Profili fiscali e previdenziali

Per quanto riguarda la tassazione del TFM in capo all'amministratore segue il principio di cassa

La tassazione avviene al momento della effettiva corresponsione e si realizza in due precisi momenti:

  1. al momento dell'erogazione del TFM la società, in qualità di sostituto d'imposta, effettua una ritenuta a titolo di acconto del 20%sull'ammontare imponibile lordo;
  2. successivamente:
  • in caso di opzione per la tassazione separata l'Agenzia delle Entrate provvederà con successivo conguaglio a liquidare e a iscrivere a ruolo l'imposta in via definitiva e ciò sulla base dell'aliquota media corrispondente al reddito del biennio precedente;
  • in caso di opzione per la tassazione ordinaria, tale reddito concorrerà alla formazione del reddito complessivo del quadro RN dell'anno di percezione e la ritenuta liquidata a titolo di acconto verrà scomputata dall'imposta lorda dovuta nell'anno di percezione.

Per quanto riguarda la parte previdenziale, l’INPS con Nota n. 7265/2002 riconduce il TFM alla Gestione Separata INPS e chiarisce che i relativi contributi debbano essere versati, entro il limite del massimale previsto, sempre secondo il principio di cassa. L'onere contributivo viene determinato sull'importo totale percepito al lordo della ritenuta d'acconto del 20%.