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Le competenze professionali: il capitale dell’Impresa

Ogni individuo è dotato di facoltà predisposte che consentono di acquisire delle competenze/conoscenze le quali si sviluppano nel corso della vita dell’essere umano tramite l’apprendimento.

L’idea che l’istruzione continui nel corso dell’esistenza umana, è un concetto chiave riscoperto dalle moderne organizzazioni. 

L’espressione “capitale umano” definisce l’insieme di conoscenze e competenze acquisite durante la vita da un individuo e finalizzate al raggiungimento di obiettivi sociali; pertanto  non è solo il titolo di studio ma anche tutte quelle abilità apprese durante un percorso lavorativo professionale e sociale. 

Il capitale umano e i fattori che lo governano, ossia le competenze, sono estremamente importanti all’interno delle aziende in quanto i collaboratori sono “il motore” dei processi aziendali.

In questo modo una persona può diventare preziosa per un’azienda, capace di incidere davvero sui risultati della stessa. 

Il capitale umano è suddiviso tra competenze (hard skill)  e capacità (soft skill).

Ai fini aziendali per valorizzare il capitale umano è necessario ottimizzare il processo di acquisizione e di aggiornamento delle competenze per ottenere un vantaggio competitivo sul mercato.

Analizzando la struttura delle imprese si può dire che ognuna ha un capitale tangibile” ossia la contabilità d’impresa che si concretizza nel Bilancio. Questo infatti descrive, in termini numerici, l’andamento dell’impresa ma troviamo anche una voce relativa alle risorse impiegate e che producono i risultati aziendali.

Le risorse sono ad esempio il materiale impiegato nelle lavorazioni, il denaro ma oggi non è possibile ridurre il concetto solo a questo ma è necessario guardare la forza umana che porta innovazione, ricerca e contributo professionale e che costituisce il cosiddetto capitale intangibile. 

Quest’ultimo è fatto da una serie di elementi consistenti in capitale professionale, organizzativo, relazionale e sociale. 

In particolare il capitale professionale - umano è composto da conoscenze e capacità.

Quando si immagina un soggetto competete questi è composto da conoscenze date dagli studi ma anche dalle capacità in lui intrinseche ossia l’essere umano è formato sia da una parte cognitiva che comportamentale.

Pertanto, il valore professionale è ciò che caratterizza tali due variabili che devono essere attenzionate.

 

L’essere umano apprende per errori, pertanto il rendimento è la modalità d’azione che consente di raggiungere il risultato.

Vi sono quindi connessioni tra le competenze e il risultato. Tra tali elementi però non bisogna trascurare la motivazione che è ciò che spinge un soggetto al miglioramento del proprio rendimento professionale per il raggiungimento del risultato atteso.

Più il bagaglio delle competenze è grande più la persona può affrontare tutto quello che accade ma questo non basta se non si ha un mezzo per esternare quanto conosciuto. Senza il mezzo potrebbe venire meno il risultato prefissato.

Questo binomio è particolarmente importante oggi, ad esempio, con le competenze e le capacità tecnologiche.

Il nuovo approccio digitale potrebbe scontrarsi con la superficialità in quanto in rete si pensa di trovare tutto ma ciò che si trova non può essere considerato conoscenza - come hard skill – ma bisogna avere chiaro che internet è semplicemente un supporto.

Ecco perché le capacità sono la leva del successo in qualsiasi tipo di attività umana.

Per connettere conoscenze e capacità è quindi necessario mettere in atto azioni che sono la rappresentazione esteriore di comportamenti che nascono dalle conoscenze (cosa fare e cosa non fare) che sono state studiate o apprese nel corso della vita.

Si rileva così che le capacità non sono meramente un modello teorico ma in concreto sono la simulazione di attività reali, ossia espressioni umane ma anche processi mentali che le neuroscienze hanno messo in evidenza.

In merito a questo infatti si mette in luce come la parte corticale sinistra del nostro cervello racchiude le capacità cognitive dei soggetti quali ad esempio il problem solving, l’analisi di un processo; mentre nel corticale destro troviamo le capacità di gestione e di innovazione. 

Nella parte limbica del cervello, che è la parte relativa ai comportamenti e alle emozioni, troviamo nell’emisfero sinistro le capacità relative ai sistemi operativi che apprendiamo e applichiamo in automatico (ad esempio l’andare in bicicletta); mentre in quello destro sono sviluppate le capacità emozionali e relazionali/sociali.

Tale raffigurazione porta a poter rappresentare ogni capacità umana che quindi può essere definita e riconosciuta nelle persone in cui è sviluppata.

 

Normalmente, le capacità sopra descritte possono essere rappresentate in tre momenti costituiti dall’applicazione costante, riconduzione dell’azione nei binari previsti e raggiungimento dei risultati acquisiti rispettando standard prestabiliti.

Tale elaborazione varia a seconda delle attività umane che si studiano.

Si pensi infatti ad attività che hanno lo scopo di salvare la vita, come quelli dei soccorritori, nelle quali è più marcato l’input dell’emergenza e del probelm solving rispetto all’attività del medico di base nonostante entrambi facciano parte delle professioni mediche alla cui base vi è il medesimo ciclo di studi.

A livello di selezione del personale, al giorno d’oggi, deve essere effettuata l’analisi suindicata che si realizza solo se si riesce a concepire che competenze e capacità sono un binomio fondamentale.

Infatti, una persona messa a svolgere un lavoro in linea con le sue competenze è motivata e la passione per il lavoro trova riscontro.

Individui, invece, che non hanno contenuti sufficienti a livello di competenza ma ad esempio solo la buona volontà, nel breve/lungo periodo saranno demotivati e proveranno disagio.

Questo costituisce un grande rischio all’interno di un’azienda.

Tale processo di selezione non è quindi asettico ma deve tenere in considerazione anche la personalità di un soggetto e di che cosa questi è composto.

Ad esempio, nella selezione di una figura per una mansione digitale la criticità è che tale tipo di attività è soggetta a continua evoluzione che porta gli individui ad essere perennemente incompetenti a causa della continua evoluzione dei processi; pertanto il fattore della conoscenza e degli studi del candidati non sarà l’unico a dover essere analizzato. Avrà la meglio infatti una persona curiosa, in continua evoluzione, la quale sarà abile a mantenersi sempre aggiornata.

Ciò evidenza che non basta la conoscenza ma, soprattutto in alcune attività, diventa fondamentale la capacità di ognuno.

 

Passaggio evolutivo nel mondo del lavoro è che oggi è stata formulata e applicata l’idea di CCNL che si basano sulle competenze e non più solo sull’attività lavorativa. Tale cambio si passo è estremamente significativo in quanto consente di introdurre la retribuzione in base alle competenze degli individui, eliminando così il concetto di mansione e introducendo quello ancora più significato delle competenze.

 

Invero, tale approccio è fondamentale anche per lo sviluppo stesso della persona che deve sempre più fortemente considerarsi come “un’impresa” che ha come patrimonio le proprie competenze e capacità che devono essere sempre aggiornate e al passo con i tempi. Non avrà più posto nel mondo del lavoro il professionista o il dipendente che pensa solo alla componente economica della propria attività professionale.

Questo porta a sovvertire il concetto ormai obsoleto dell’azienda che forma il dipendente ma l’autoformazione gioca un ruolo primario e quindi una scelta strategica che farà la differenza.

 

Concludendo, oggigiorno lo studio della disciplina delle neuroscienze ha portato a livelli superiori lo studio del comportamento umano applicabile anche nel mondo del lavoro al fine di collocare più facilmente le risorse in posizioni consone alla loro attitudine. Tali studi sono essenziali per il benessere umano in quanto pongono maggiore attenzione sulla forza lavoro di un’azienda che non è più considerata solamente un mezzo per raggiungere gli scopi dell’impresa stessa ma ricchezza in quanto un collaboratore motivato e “nel posto giusto” apporterà un maggiore impegno nello svolgimento della sua attività e migliori risultati in quanto parte attiva dei processi aziendali.