...Forse non tutti i datori di lavoro sanno che o ricordano che...
Il DPR 462/01 obbliga il datore di lavoro a effettuare la verifica dell’impianto di messa a terra. Tale impianto se rispetta perfettamente i requisiti previsti dalla norma: fa in modo che se c’è dispersione di corrente non fluisca attraverso il corpo umano, ma si scarichi verso terra attraverso una serie di cavi (verdi e gialli).
La corretta installazione dell’impianto di messa a terra è garantita dalla dichiarazione di conformità rilasciata dall’azienda installatrice dopo aver collegato le parti dell’impianto. Entro 30 giorni dall’installazione il datore di lavoro dovrà comunicare all’INAIL, attraverso la loro piattaforma telematica CIVA, le caratteristiche dell’impianto, allegando la dichiarazione di conformità. A qual punto l’impianto è stato censito e avrà un numero di matricola attribuito.
Mantenimento e verifiche periodiche diversificate:
- Due anni dall’installazione, per tutte quelle aziende che rientrano nel settore sanitario (studi, dentistici, medici ), luoghi in cui vengono utilizzate apparecchiature elettromedicali (centri estetici) e aziende a maggior rischio in caso di incendio (presenza del CPI e/o affollamento oltre un certo limite), deve essere effettuata la verifica dell’impianto di messa a terra.
- Per le aziende che non rientrano nei suddetti casi la periodicità diventa quinquennale.
- Sanzioni pesanti attenzione: L’art. 87, comma 4, stabilisce inoltre che: “Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 548,00 a 1.972,80 euro per la violazione dell’articolo 86, commi 1 e 3.”. La mancata verifica potrebbe aumentare la probabilità di elettrocuzione. Il D.lgs. 81/08 all’art. 86 sancisce: "1. Ferme restando le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462, in materia di verifiche periodiche, il datore di lavoro provvede affinché gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dai fulmini siano periodicamente sottoposti a controllo secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e la normativa vigente per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza. 3. L’esito dei controlli di cui al comma 1 è verbalizzato e tenuto a disposizione dell’autorità di vigilanza.
- Come ottemperare per la verifica e chi dovrà occuparsene ? Il verificatore dovrà controllare la continuità dell’impianto di terra, il corretto funzionamento degli interruttori differenziali e il coordinamento dell’impianto. Esaminerà inoltre lo stato di usura dell’impianto e la sua documentazione. Gli enti preposti si chiamano “Organismi di ispezione di tipo A” ovvero organismi accreditati da Accredita e successivamente abilitati dal Ministero dello sviluppo economico. Tali organismi devono rispettare stringenti criteri di imparzialità, ad esempio “non possono svolgere le normali attività di progettazione, installazione e manutenzione nel settore degli impianti elettrici”. Dopo aver effettuato la verifica il datore di lavoro dovrà comunicare all’INAIL, sempre attraverso la piattaforma CIVA, il nominativo dell’organismo a cui ha dato l’incarico.
Sarà opportuno a mio avviso far fare un cheek, e scrivere nello scadenziario anche questo adempimento se pur i molteplici adempimenti a 360* per ogni Impresa/Imprenditore con costi sempre più elevati, vale sempre la pena dormir sonni tranquilli.